Scalabrini Festa di Primavera 2010

Al Centro Internazionale "G.B. Scalabrini"
un percorso di formazione sui fondamenti
del vivere insieme tra le diversità


"Vivere insieme nella diversità: quale immagine di Dio e dell'uomo c'è dietro?" è stato il tema dell'annuale Scalabrini-Fest di Primavera. Essa si è svolta a Solothurn dal 30 aprile al 2 maggio 2010 presso il Centro Internazionale di Formazione "G.B. Scalabrini" delle Missionarie Secolari Scalabriniane, che da anni promuovono un percorso di formazione per giovani e adulti a servizio dell'accoglienza delle diversità, in particolare di chi è straniero, per una convivenza di pace.
Durante il forum, il prof. Dr. Jörg Splett - noto filosofo delle religioni e antropologo tedesco - dopo l'esposizione del tema è entrato in merito alle domande che giovani di diverse nazionalità gli hanno rivolto a nome anche dei partecipanti (oltre 350) originari da 31 paesi. Muovendosi alla frontiera tra teologia e filosofia, egli ha sapientemente messo in movimento la riflessione e la ricerca esigente dei presenti: in maggioranza cattolici, ma anche di altre religioni o non appartenenti a nessuna di esse.
Le difficoltà che nascono nell'incontro-scontro tra le diversità si superano non annullando le differenze, ma in un "con" dentro il noi di Dio che è comunione tra Padre, Figlio e Spirito Santo. A partire da questa profonda visione di Dio, che illumina la visione dell'uomo, si apre il cammino a relazioni nuove di fede e di vita che fanno spazio al dono dello Spirito Santo, comunione nelle diversità. Tale realtà, che trova la sua origine nel nostro Dio trinitario, diventa sperimentabile nella Pentecoste: come unità di amore che va oltre l'uno e il due e che, mentre risponde alla più profonda nostalgia di ogni uomo, realizza il progetto universale di amore di Dio fra i popoli. Oltre l'interessante forum, a cui ha presenziato anche il vescovo ausiliare della diocesi di Basilea, mons. Martin Gächter, l'incontro si è snodato attraverso scambi di riflessione ed esperienze in gruppi, programmi speciali per i più giovani, momenti di preghiera e di festa e ha avuto il suo punto culminante nell'Eucaristia, concelebrata da P. G. Bortolamai e P. G. Cervini, missionari scalabriniani, dal parroco della cattedrale di Solothurn, Paul Rutz e da don Emeka Okite, biblista nigeriano.
I partecipanti alla Festa si sono sentiti responsabilmente coinvolti in questa ampia e liberante visione di Dio e dell'uomo, che ci interpella a rispondere con la nostra vita perché la diversità sia scoperta come servizio al progetto di comunione per il quale Dio ci ha fatti, progetto che può affascinare l'uomo di oggi.